- organizzazione:
- ottima, ma forse eccessiva per quello che dovrebbe essere un evento, il barcamp (ovvero Bazar Camp), sostanzialmente autorganizzato;
- nonostante tutti gli sforzi degli organizzatori per una precisa separazione dei vari interventi nelle 3 sale disponibili (ed i miei che avevo deciso di seguire alcuni degli interventi che mi sembravano piu' interessanti), alla fine i talk sono stati effettuati in una sala invece che in un' altra e ad un orario diverso rispetto a quello previsto: il che ha contribuito a conferire al barcamp l' aspetto caotico e quell' effetto serendipity che, alla fine, ho particolarmente apprezzato.
- sponsorizzazioni:
- e' chiaro che gli sponsor sono necessari per potere organizzare un evento che non richiede una sottoscrizione ai partecipanti; ma in alcuni casi la presenza dello sponsor, e mi riferisco a Fon, e' stata eccessiva e soprattutto invasiva.
- ho pochi dubbi rispetto al fatto che la maggior parte dei partecipanti al barcamp sapesse gia' abbastanza del progetto Fon e che i due interventi (uno verso l' inizio ed uno verso la fine della manifestazione) fossero piu' rivolti ad un audience formata dai vari giornalisti accorsi per l' occasione.
- interventi:
- sicuramente tutti abbastanza interessanti, anche quelli che inizialmente non avevo intenzione di seguire come, ad esempio, quello di Raul Chiesa sul suo Hacker's Profiling Project.
- l'intervento che piu' mi ha interessato e' stato sicuramente quello tenuto da Luca Mascaro che, senza avere preparato delle slide, armato soltanto della sua agenda (su cui aveva scritto solo qualche appunto) e della sua capacita' di esposizione, e' riuscito a coinvolgere la platea in un interessante dibattito sull' evoluzione dello sviluppo del software: dal classico (leggi obsoleto) waterfall alle metodologie di sviluppo agile passando per XP.
- gadgets & eventuali:
- bella la maglietta ed il porta badge (quello di Google);
- ottimi il caffe e soprattuto i biscottini del commercio equo e solidale (in particolare quelli aromatizzati al te' verde);
- una menzione speciale per la bonta' del catering (organizzato da la tavola di babele) che mi ha piacevolmente ristorato con la cosa che preferisco in assoluto: cucina vegetariana con influenze regionali (favoloso il dolce al cioccolato);
- belli anche l' Hiroshima Mon Amour ed il contesto in cui si trova.
Direi che tutto sommato valeva proprio la pena di farsi il viaggio fino a Torino.
Archiviato un Barcamp se ne' fa un altro; infatti e' in pieno svolgimento l' organizzazione del Rome Barcamp e conto di esserci anche questa volta, ma stavolta vorrei essere un po' piu partecipativo:
spero di riuscire a preparare un mio intervento da proporre agli eventuali interessati.
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